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Finalmente svelati i manoscritti di Saunière |
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Per tutti i cacciatori di enigmi la ridente località di Rennes le Chateau, nell'Aude della Francia, evoca una sola ineffabile, ineludibile, indeclinabile parola: "Mistero". Le più disparate teorie si sono succedute intorno alle fonti dello smisurato patrimonio che il curato del suddetto villaggio, Bérenger Saunière, avrebbe accumulato nel corso del suo sacerdozio. Tra le tante, ricordiamo la più attendibile e accreditata, che parlava di documenti di inoppugnabile origine attestanti una discendenza da Cristo e da Maria Maddalena, e di un costoso silenzio comprato dalla Chiesa Cattolica perché non si sapesse in giro di una così sconvolgente e destabilizzante verità. Ma lo stesso studioso che ha avallato e diffuso tali teorie con il libro che è diventato uno dei maggiori best seller degli ultimi decenni (parliamo di Dan Brown e del suo "Codice Da Vinci") ha fatto tabula rasa di ogni ricostruzione, presentando documenti che proverebbero avvenimenti ancora più sorprendenti dei precedenti.
E v'è di più. Parrebbe che l'idea di tutto sia partita proprio da Roosvelt, il quale poi sarebbe stato ricondotto a più miti consigli grazie all'opera di convincimento portata avanti dal suo entourage, ma soprattutto grazie a un elettroshock praticato dai servizi segreti. Dan Brown ha convocato di recente una conferenza stampa nella quale ha spiegato con precisione tutti i dettagli della vicenda, mostrandone di volta in volta le singole prove scritte. Ma allorché un giornalista ha mosso l'eccezione di una certa qual discrasia temporale tra i fatti riferiti e l'epoca dello stesso Saunière, morto ben ventiquattro anni prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, Brown si è improvvisamente irrigidito, e, alzandosi lentamente dalla sedia, ha affermato che probabilmente la platea aveva capito male i termini della sua ricostruzione: in realtà si riferiva alla Prima Guerra Mondiale e non alla Seconda. Mentre Brown tracciava distrattamente delle righe sulle testate delle lettere, lo stesso giornalista ha incalzato, sostenendo che Roosvelt non era ancora stato eletto Presidente degli Stati Uniti all'epoca della Grande Guerra, perciò era inattendibile che avesse un entourage nella Stanza Ovale, e soprattutto che i servizi segreti gli avessero praticato un elettroshock. A quel punto lo scrittore, già avvicinatosi di qualche metro all'uscita, ha sostenuto che la discrasia temporale era spiegabile per il fatto che Saunière non era affatto francese, bensì un americano del ventesimo secolo giunto con documenti falsi nel villaggio di Rennes le Chateau grazie a una macchina del tempo di sua stessa invenzione… e che i soldi coi quali s'era arricchito non provenivano dalla Chiesa Cattolica, bensì dalla Casa Bianca del diciottesimo secolo, terrorizzata dal futuro scandalo di un'alleanza fra America e Germania Nazista… e che… nel frattempo, se potevano aspettare qualche minuto, perché doveva fare pipì. Dan Brown non ha più fatto rientro nell'aula. Tuttavia, diversi giornalisti attendono da allora il suo ritorno e, armati di sacco a pelo e portavivande, dichiarano di non voler uscire "fintantoché Brown non avrà chiarito definitivamente il mistero che avvolge Rennes le Chateau". I più spinti hanno proclamato uno sciopero della fame e della sete. Quanto a Brown, qualcuno sostiene che sia scappato in Guatemala con documenti falsi, e ora si chiami "Carlito Maroones". Secondo i più informati starebbe per scrivere un libro scandalo su George W. Bush e sulle sue supposte origini extraterrestri. Condannato a morte in contumacia da parte della U.S.C.C. (Ultra Skin Christian Confederation) di Dallas, pare sia già miracolosamente sfuggito a un attentato incendiario. Qualche testimone sostiene con sicurezza di aver assistito a un fenomeno di teletrasporto. Sulla vicenda indaga l'intero cast di C.S.I. con la consulenza tecnica dei superstiti di Star Trek.- P.P. | |||||