- Amontillado - |
|
HOME |
TECNICHE DI ASCESI Guida pratica alla spiritualità - Seconda lezione Tratto dal libro "Da goliardi a eremiti in sole due settimane" a cura del fisioterapista, teologo, maestro di yoga Salbad Mussami.
Siete arrivati? Bene. Ora salite sulla camera che è prospiciente al mare, sistematevi sul balcone e fatevi legare alla sedia dal filippino, quindi dispensatelo, col divieto tassativo di accorrere in vostro soccorso qualora vi venisse la cattiva idea di liberarvi.Ora che siete soli, davanti al mare d'inverno, cominciate a rilassarvi. Adagiate le mani aperte sulle vostre ginocchia, e socchiudete gli occhi. Lasciate che i vostri muscoli si distendano. Respirate profondamente, coinvolgendo il vostro diaframma. Inspirate… espirate… inspirate… espirate… Adesso però non mettetevi a fare "ohmm, ohmm" perché sennò facciamo un minestrone che non si capisce più niente. Osservate il mare, seguite il moto armonico delle onde. Calcolate l'energia necessaria a muoverle. Fatto? Ora concentratela in un solo punto, e avvicinate questo punto alla vostra fronte. Fatelo entrare. Tutto questo vi darà l'impressione di essere dei perfetti imbecilli. Ma non temete: non è detto che non lo siate. Avete fatto scorrere tutta l'energia attraverso ogni fibra del vostro corpo? Vi sentite meglio ora? Vi sentite più tonici, ristorati, in grado di sollevare il mondo? Bene, questa rinnovata forza non vi servirà a una mazza, perché tutto ciò che dovrete fare nelle prossime quaranta ore sarà di stare immobili ad osservare il mare. Lo so, è una rottura di maroni, ma volevate o no diventare asceti? Nel corso delle quaranta ore di esercizio spirituale potete pensare a tutto ciò che volete, purché non si tratti di beni materiali reperibili in un qualunque negozio o di servizi compresi nel terziario. Con buona approssimazione, già durante la terza ora di meditazione vi sarete liberati di circa il 75% dei vostri bisogni materiali; alla settima ora vedrete il mare sollevarsi dal suo letto, e librarsi in volo, superare le nuvole per perdersi infine nell'etere, sì da farvi pensare che l'ascesi è più gagliarda del più potente degli allucinogeni; alla dodicesima ora starete progettando di sostituire il Papa o il Dalai Lama; alla ventesima, chiamerete a squarciagola il vostro filippino affinché vi liberi da quella fottuta sedia. Ma il filippino non verrà. Alla ventesima ora se la starà ridendo alle vostre spalle. E penserà di essere stato ricompensato da Budda di tutti i torti e le angherie subite in più di dieci anni di duro servizio, in cambio di una retribuzione da fame. Voi gli lancerete i più violenti improperi che la vostra mente alterata possa concepire. Non ottenendo risposta, comincerete a bestemmiare i santi di tutti i secoli e di tutte le religioni. Vi siete sfogati abbastanza? Avete finito di bestemmiare? Avete finito di sputare odio contro chi non ha colpa della vostra codarda fiacchezza morale? Ora cercate di rimanere calmi. E' la cosa più importante al momento. Valutate la situazione. Siete legati a una sedia con una corda, sulla strada non passa anima viva, di sotto c'è il filippino che si piega in due dalle risate. Che fare? Cercate qualcosa di tagliente. In genere sui balconi c'è sempre qualcosa di tagliente. Una lima, una cazzuola… vedete un po'… Niente? Vabbè, capito. Avvicinatevi alla ringhiera del balcone (se il vostro balcone non dispone di ringhiera siete spacciati), e cominciate a sfregare ripetutamente la corda che vi lega le mani ad uno dei suoi denti. Occorre molta pazienza. Siete stati venti ore a fissare il vuoto, e adesso pretendete di non aspettare un minuto di più? Sfregate, sfregate… la corda prima o poi si spezzerà. E' una questione di fisica meccanica... Già fatto? Meglio così. Adesso non dovete far altro che precipitarvi al piano di sotto, prendere per i capelli quel bastardo di filippino che vi siete portati dietro, e fargli provare personalmente i "piaceri" dell'ascesi. Legatelo bene, non in modo raffazzonato come ha fatto lui con voi. A tal fine potrete usare del nastro adesivo da imballaggio, facendolo passare con cura su tutti i punti critici: polsi, caviglie, petto, cosce. Infine, imbavagliatelo. Quel lamentoso "no signò, prego signò…" sta innervosendo anche me. Fatto? Perfetto. Ora gustatevi la scena. Finalmente vi state vendicando del vostro odiato filippino lavativo, disubbidiente, ribelle e approfittatore. Osservatelo per qualche minuto mentre piange e batte i piedi per terra. Dopodiché, potete andare. Fate ancora in tempo a trascorrere in maniera gradevole ciò che rimane del fine settimana. Chiudete la porta con tripla mandata. Sarà l'ultima cosa da fare. A questo punto non vi resta che attendere l'arrivo del successivo fine settimana, allorché andrete a riprendere il vostro filippino, che vedrete radicalmente trasformato nel corpo e soprattutto nello spirito. Il corso è stato così concluso con successo. Avete fatto di un uomo insignificante un vero asceta. Potete complimentarvi con voi stessi. - (P.P.)
|