HOME

Vedi anche "Storie di uomini di successo":

Il re delle toppe

J.J. Consalvo, uomo d'onore

CORSO DI AUTOSTIMA

Come trarre il massimo da noi stessi

A cura del dott. Casimiro Galletti, psichiatra e psicoterapeuta in pensione.

- RAGGIUNGERE IL SUCCESSO PERSONALE E BATTERE L'ANSIA DA PRESTAZIONE: NON E' QUESTIONE DI TEST O DI PSICOLOGIA -

Autostima. Chissà quante volte vi sarà risuonata questa magica parola.
Autostima…
Provate a ripetervela interiormente: “Autostima”.
Non credete che oltre all’importantissimo significato intrinseco possegga anche una sua indipendente compiutezza estetica? Merito forse delle “A” (la prima e più autorevole lettera dell’alfabeto) che la aprono e la chiudono. Merito anche della tuonante consonante “T”, presente anch’essa per ben due volte al suo interno.
A-U-T-O-S-T-I-M-A.
Parola bella da vedere e da ascoltare.
Peccato sia così difficile da raggiungere.

Molti sono i guru dell'autostima, e molti i miti (e i soldi) che vi girano attorno. I test di autostima on line fioccano nella rete. La cosiddetta PNL (Programmazione Neuro Linguistica) l'ha assunta come stella polare del proprio credo, e molti psicologi, anche di vecchia generazione, la pongono a fondamento del successo personale in ogni campo della vita, dal lavoro all'amore, individuando nella sua mancanza la stessa ragion d'essere dei più sentiti e frequenti disturbi psicologici della società, quali timidezza, ansia, depressione.

Ovviamente hanno ragione.

Infatti il nostro corso si propone di fornire le coordinate per raggiungere un livello di autostima forte e stabile nel tempo, tale da dare accesso a quell’equilibrio psico-emozionale necessario ad affrontare la vita e i suoi numerosi stimoli.

Anzitutto bisogna dare una definizione dell’oggetto del nostro studio.
Cos’è ordunque l’autostima?

L’autostima altro non è se non la valutazione che una persona ha di sé e delle proprie capacità.
Essa non si basa su misurazioni di carattere scientifico, ma su una rappresentazione meramente soggettiva, per ciò stesso fallibile, sia per eccesso che per difetto.
Nel primo caso si parla comunemente di “smargiassi” (altrimenti detti “sbruffoni”, “saccenti”, “presuntuosi”, “arroganti”, “spacconi”, “spavaldi”, “fascinosi”, “bastardi”, “fichi”, “bonazzi”, “maledetti figli di puttana”, “chiavatori a oltranza”, “stronzi ma…”); nel secondo caso invece ci troviamo di fronte ai cosiddetti “modesti” (o “sfigati”, “imbranati”, “insignificanti”, “perdenti”, “dolci e sensibili”, “carini ma….”).

Tuttavia deve essere chiaro che l’autostima ha un’approssimazione molto ridotta rispetto alla realtà oggettiva.
Diciamoci la verità: difficilmente la gente si sbaglia riguardo a ciò che vale. Nessuno ci conosce meglio di noi stessi, giacché nessuno dispone di più dati ai fini di una diagnosi che sia sufficientemente attendibile.
Cià implica che chi si reputa un rifiuto della natura sarà presumibilmente un rifiuto della natura.

Il problema è: che fare?
Posto che il dna non può essere modificato con uno schiocco di dita, e un uomo nato mediocre non può che morire mediocre a meno di un miracolo, non resta che una sola, immutabile soluzione: la menzogna.

Facciamo un esempio.
Se state leggendo queste righe è pensabile che abbiate problemi di autostima.
Se avete problemi di autostima possiamo affermare con un margine di errore quasi pari allo zero che in effetti non siete delle cime.
Ora, se vi dicessimo chiaramente che davvero siete delle merde, non faremmo altro che infliggervi il colpo di grazia, e il fragile equilibrio che regge la vostra modesta quotidianità finirebbe per spezzarsi definitivamente, catapultandovi in una condizione depressiva pressoché irreversibile.
Il nostro compito invece consiste nel convincervi del contrario, ovverosia dirvi quella che classicamente si può chiamare “pietosa bugia”.

CONTINUA...



.