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COME DIFENDERSI DALLE MOLESTIE SESSUALI

Corso di autodifesa per le avance da ufficio - Seconda lezione

Tratto dal libro "Io Jane, tu Cita" a cura della sessuologa e pneumologa Gertrude Steithemburgh

ARMI DIVERSE PER DIVERSE SITUAZIONI

Una volta riconosciuta la fattispecie di molestia, occorre inquadrare la situazione dalla quale trae origine.
L'ufficio nel quale vi trovate a lavorare può essere di piccole dimensioni, e allora è facile che si stia in due: voi e il molestatore. Se invece siete sistemate in un'azienda accorpata, dai grandi spazi condivisi da più dipendenti, è possibile che vi troviate di fronte ad abusi cosiddetti "di gruppo".
Ognuna di queste situazioni ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli.
Il gruppo costituisce da sempre una barriera di protezione per chi ne fa parte, e nello stesso tempo un elemento che dà forza, che abbassa il livello delle inibizioni. Tuttavia resta sempre una certa difficoltà nel superare determinati limiti imposti dal pudore e dalla vergogna.
Il molestatore singolo, dal canto suo, può contare sull'assenza di testimoni, e perciò ha maggiore libertà d'azione, ma è chiaramente assai più vulnerabile del branco.
E' importante che si adottino le contromisure adatte alla specificità delle diverse situazioni.

GESTIRE LE MOLESTIE. 1. SITUAZIONI DI GRUPPO

Accade spesso che l'ambiente di lavoro si trasformi in una specie di "Bar Sport" nel quale la fanno da padroni discussioni maschiliste su calcio, donne e motori, e dove la battuta pecoreccia e la volgarità gratuita sono di casa. Situazioni di questo tipo possono risultare molto imbarazzanti per una donna, ma nella maggior parte dei casi non superano mai la soglia di pericolosità, fintantoché nessuno si accorge della vostra presenza.
In caso contrario, le discussioni su calcio e motori passeranno subito in secondo piano.
Da parte vostra, dovrete mantenere sempre un contegno dignitoso, mai esplodere in lacrime o mostrare imbarazzo, perché altrimenti fareste il loro gioco.
Piuttosto, cercate di rispondere a tono ad ogni sfottò. Se qualcuno vi rivolge un commento pesante o vi sfiora insistentemente, magari con la partecipazione compiaciuta della compagnia, riprendetelo severamente con frasi del tipo "Dovresti vergognarti a dire e a fare simili cose! Sei un uomo, non un ragazzino. Ricorda che le donne vanno sempre rispettate!".
Così facendo, avrai ottenuto di averlo messo in imbarazzo davanti a tutti, esattamente come lui voleva fare con te. Vedrai che non si sognerà più d'insidiarti, così anche gli altri.

GESTIRE LE MOLESTIE. 2. SITUAZIONI A DUE

Quando è impossibile contare sulla presenza di testimoni, la minaccia diventa assai più pericolosa. E' in questo tipo di situazioni che dobbiamo tirar fuori il pelo (guardate che è solo un eufemismo, quindi non si allarmino le depilate…).
L'obiettivo primario è di scoraggiare le intenzioni del nostro molestatore minandole alla loro origine, cioè nella pulsione sessuale, altrimenti detta "libido freudiana".
A tale scopo, potremo spogliarci dei nostri abiti soliti e indossare un abbigliamento più consono.
Può essere utile entrare in ufficio con una bella minigonna, senza prima essere passata dall'estetista, in modo che siano ben visibili i peli sopra le vostre gambe;
potrete inoltre inforcare degli occhiali da miope, per una gradazione non inferiore alle sei diottrie;
potrete infine ricordarvi dell'esistenza della vostra parrucchiera soltanto nella stagione estiva, e farne a meno nel resto dell'anno, raccogliendo i vostri capelli in una pratica coda di cavallo.

Qualora le dette precauzioni non bastassero a placare gli ardori del vostro insistente ammiratore, ciò vorrebbe dire che non ci troviamo di fronte a un animale ma a un vero e proprio depravato.

Qui il discorso si fa un tantino più gravoso: se prima dovevate tirar fuori il pelo, ora dovete tirar fuori le ginocchia. Una bella botta sullo scroto, nella maggior parte dei casi, rappresenta la via sicura per togliersi di torno ogni tipologia di scocciatori.

L'IMPORTANZA DELLA QUALIFICA

In ambito lavorativo, esistono delle scale di priorità pressoché invariabili. La conservazione del posto, per esempio, precede in ordine d'importanza il vostro stesso sessappiglio. Fra le soluzioni alternative da adottare in caso di avance sgradite, può dunque essere inserita la possibilità di denunziare il comportamento del molestatore al suo diretto superiore.
Il rimedio comporta tuttavia dei rischi molto elevati, non essendovi alcuna garanzia che il detto superiore sia poi davvero quel sant'uomo che c'immaginiamo. Al primo molestatore potrebbe, in tal modo, aggiungersene un altro, con la conseguenza che dovremmo ricorrere al superiore del superiore, e così via fino all'amministratore delegato della SpA.
Arrivate a questo punto, potreste porvi dei seri problemi di coscienza.
"Che faccio se pure questo mi mette le mani addosso?" potreste domandarvi, in attesa dell'udienza concessa nella stanza all'ultimo piano del palazzo di vetro, "che gli dico? E se s'arrabbia?".
Volete un consiglio da madre da parte della zia Gertrude?

Cedete.
Avete resistito fin troppo. Se perfino l'amministratore delegato della SpA non disdegna di maneggiarvi un po' qua e un po' là, allora vuol dire che come addetta alla fotocopiatrice eravate affatto sprecata. Essere l'amante di un pezzo grosso comporta degli agi cui sarebbe sciocco rinunciare. La vostra rispettabilità va di pari passo al potere di chi vi accompagna. Ne guadagnerete non solo in carriera, regali e quant'altro, ma anche in prestigio. Le vostre ex colleghe schiumeranno d'invidia; quanto a vostro marito, o al vostro fidanzato, vedrete che farà il finto tonto, e sarà egli stesso a offrirvi mille occasioni per esercitare serenamente le vostre nuove mansioni.
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